Il carcere entra a scuola, la scuola entra in carcere

Un giorno da ricordare...                                                            

Nella mattinata di martedì 5 giugno 2018 un gruppetto di ragazzi della classe 3^G della scuola secondaria di primo grado-plesso di Rubano, si sono recati al cinema MPX di Padova per partecipare alla giornata conclusiva del progetto “Il carcere entra a scuola, la scuola entra in carcere”, a cui avevano aderito tutte le classi terze del nostro Istituto.

Il programma prevedeva la proiezione del film “L'Insulto” di Andrea Occhipinti (2017) e, a seguire, un dialogo/intervista tra la responsabile del progetto Ornella Favero e la scrittrice Benedetta Tobagi, autrice di più libri tra cui quello dedicato al padre giornalista, assassinato da un gruppo di terroristi, “Come mi batte forte il tuo cuore”.

In questo intervento la Tobagi ha spiegato, ai tanti ragazzi giunti da molte scuole di Padova e provincia, come sia riuscita ad affrontare il dolore per la morte violenta del padre, come l'incontro con i detenuti del carcere Due Palazzi di Padova le abbia permesso di leggere la realtà sotto un diverso punto di vista e, infine, ha condiviso i pensieri che più le sono rimasti impressi dalla lettura degli elaborati dei ragazzi, che hanno partecipato al progetto, in particolare le emozioni “complicate”, il tema del perdono, la difficoltà di capire le ragioni dell'altro. 

Successivamente l'assessora alle politiche sociali Marta Nalin ha premiato i migliori scritti degli studenti e, tra questi, ha ricevuto il secondo premio per le scuole secondarie di primo grado, il nostro alunno Tommaso Ceron.

 

Un grazie speciale va alla referente prof.ssa Ombretta Fittà per l'opportunità di partecipare ogni anno a questo progetto, che offre molti spunti su cui riflettere sia ai numerosi testimoni di vita (detenuti e non) che abbiamo incontrato sia ai nostri ragazzi, che accolgono con interesse questa iniziativa e si aprono verso una realtà solo apparentemente lontana dalla nostra.

   

Tommaso Ceron (3^G) e prof.ssa Elena Zanella